03 gennaio 2010
Statuesque, un delizioso cortometraggio scritto e diretto da Neil Gaiman, scrittore di "Stardust" e "Coraline"!
10:57 Scritto da: lunasolitaria81 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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01 gennaio 2010
Finalmente i vampiri tornano ad essere dei mostri!

Il 19 Marzo 2010 (8 Gennaio in USA) uscirà al cinema Daybreakers, un promettente fantasy-horror con Ethan Hawke e Willem Dafoe.
Nel 2019 un virus ha trasformato la maggior parte degli esseri umani in vampiri, i pochi esseri umani non contagiati vengono tenuti in vita come riserve di sangue. Ma la razza umana è destinata all'estinzione e la carenza di sangue inizia a scaturire feroci guerre tra diverse nazioni per il controllo del sangue. Uno scienziato (Ethan Hawke) sta cercando un modo per salvare la razza umana, le sue ricerche lo portano a scoprire un siero che blocca il contagio del misterioso virus. Lo scienziato si unisce ad un gruppo, composto da vampiri ribelli ed esseri umani clandestini, per proteggere la sua scoperta destinata a salvare l'umanità. Ecco il primo trailer:
21:09 Scritto da: lunasolitaria81 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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TANTISSIMI AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI!


Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi gli uni gli altri!
sorridete a vostra moglie,
a vostro marito,
ai vostri figli,
alle persone con le quali lavorate,
a chi vi comanda,
Sorridetevi a vicenda!
Questo vi aiuterà a crescere nell'amore,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore!
(Madre teresa di Calcutta)
00:27 Scritto da: lunasolitaria81 in Tradizioni e Ricorrenze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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31 dicembre 2009
La classifica dei dieci film più belli che ho visto quest'anno!
1. Harry Potter e il Principe Mezzosangue

2. The Twilight Saga: New Moon

3. Angeli e Demoni

4. Moonacre - I segreti dell'ultima luna

5. Dorian Gray

6. Coraline e la porta magica

7. A Christmas Carol

8. Il curioso caso di Benjamin Button

9. Michael Jackson's This Is It

10.Viaggio al centro della Terra

Fonte: http://www.mymovies.it/film/uscita/gennaio/2009/
12:46 Scritto da: lunasolitaria81 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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Quel ragazzo senza braccia sul treno dell'indifferenza...

di SHULIM VOGELMANN
CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po' tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia.
Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent'anni.
Si parte. Poco prima della stazione di (...) passa il controllore. Una ragazza di venticinque anni truccata con molta cura e una divisa inappuntabile. Raggiunto il ragazzo senza braccia gli chiede il biglietto. Questi, articolando le parole con grande difficoltà, riesce a mormorare una frase sconnessa: "No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap". Con la bocca (il collo si piega innaturalmente, le vene si gonfiano, il volto gli diventa paonazzo) tira fuori dal taschino un mazzetto di soldi. Sono la cifra esatta per fare il biglietto. Il controllore li conta e con tono burocratico dice al ragazzo che non bastano perché fare il biglietto in treno costa, in questo caso, cinquanta euro di più. Il ragazzo farfugliando le dice di non avere altri soldi, di non poter pagare nessun sovrapprezzo, e con la voce incrinata dal pianto per l'umiliazione ripete "Handicap, handicap".
I passeggeri del vagone, me compreso, seguono la scena trattenendo il respiro, molti con lo sguardo piantato a terra, senza nemmeno il coraggio di guardare. A questo punto, la ragazza diventa più dura e si rivolge al ragazzo con un tono sprezzante, come se si trattasse di un criminale; negli occhi ha uno sguardo accusatorio che sbatte in faccia a quel povero disgraziato. Per difendersi il giovane cerca di scrivere qualcosa per comunicare ciò che non riesce a dire; con la bocca prende la penna dal taschino e cerca di scrivere sul tavolino qualcosa. La ragazza gli prende la penna e lo rimprovera severamente dicendogli che non si scrive sui tavolini del treno. Nel vagone è calato un silenzio gelato. Vorrei intervenire, eppure sono bloccato.
La ragazza decide di risolvere la questione in altro modo e in ossequio alla procedura appresa al corso per controllori provetti si dirige a passi decisi in cerca del capotreno. Con la sua uscita di scena i viaggiatori riprendono a respirare, e tutti speriamo che la storia finisca lì: una riprovevole parentesi, una vergogna senza coda, che il controllore lasci perdere e si dedichi a controllare i biglietti al resto del treno. Invece no.
Tornano in due. Questa volta però, prima che raggiungano il giovane disabile, dal mio posto blocco controllore e capotreno e sottovoce faccio presente che data la situazione particolare forse è il caso di affrontare la cosa con un po' più di compassione.
Al che la ragazza, apparentemente punta nel vivo, con aria acida mi spiega che sta compiendo il suo dovere, che ci sono delle regole da far rispettare, che la responsabilità è sua e io non c'entro niente. Il capotreno interviene e mi chiede qual è il mio problema. Gli riepilogo la situazione. Ascoltata la mia "deposizione", il capotreno, anche lui sulla trentina, stabilisce che se il giovane non aveva fatto in tempo a fare il biglietto la colpa era sua e che comunque in stazione ci sono le macchinette self service. Sì, avete capito bene: a suo parere la soluzione giusta sarebbe stata la macchinetta self service. "Ma non ha braccia! Come faceva a usare la macchinetta self service?" chiedo al capotreno che con la sua logica burocratica mi risponde: "C'è l'assistenza". "Certo, sempre pieno di assistenti delle Ferrovie dello Stato accanto alle macchinette self service" ribatto io, e aggiungo che le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l'andata l'Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. "E lo sa perché?" ho concluso. "Perché quelle persone le braccia ce l'avevano...".
Nel frattempo tutti i passeggeri che seguono l'evolversi della vicenda restano muti. Il capotreno procede oltre e raggiunto il ragazzo ripercorre tutta la procedura, con pari indifferenza, pari imperturbabilità. Con una differenza, probabilmente frutto del suo ruolo di capotreno: la sua decisione sarà esecutiva. Il ragazzo deve scendere dal treno, farsi un biglietto per il successivo treno diretto a Roma e salire su quello. Ma il giovane, saputa questa cosa, con lo sguardo disorientato, sudato per la paura, inizia a scuotere la testa e tutto il corpo nel tentativo disperato di spiegarsi; spiegazione espressa con la solita esplicita, evidente parola: handicap.
La risposta del capotreno è pronta: "Voi (voi chi?) pensate che siamo razzisti, ma noi qui non discriminiamo nessuno, noi facciamo soltanto il nostro lavoro, anzi, siamo il contrario del razzismo!". E detto questo, su consiglio della ragazza controllore, si procede alla fase B: la polizia ferroviaria. Siamo arrivati alla stazione di (...). Sul treno salgono due agenti. Due signori tranquilli di mezza età. Nessuna aggressività nell'espressione del viso o nell'incedere. Devono essere abituati a casi di passeggeri senza biglietto che non vogliono pagare. Si dirigono verso il giovane disabile e come lo vedono uno di loro alza le mani al cielo e ad alta voce esclama: "Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare". Dopodiché si consultano con il capotreno e la ragazza controllore e viene deciso che il ragazzo scenderà dal treno, un terzo controllore prenderà i soldi del disabile e gli farà il biglietto per il treno successivo, però senza posto assicurato: si dovrà sedere nel vagone ristorante.
Il giovane disabile, totalmente in balia degli eventi, ormai non tenta più di parlare, ma probabilmente capisce che gli sarà consentito proseguire il viaggio nel vagone ristorante e allora sollevato, con l'impeto di chi è scampato a un pericolo, di chi vede svanire la minaccia, si piega in avanti e bacia la mano del capotreno.
Epilogo della storia. Fatto scendere il disabile dal treno, prima che la polizia abbandoni il vagone, la ragazza controllore chiede ai poliziotti di annotarsi le mie generalità. Meravigliato, le chiedo per quale motivo. "Perché mi hai offesa". "Ti ho forse detto parolacce? Ti ho impedito di fare il tuo lavoro?" le domando sempre più incredulo. Risposta: "Mi hai detto che sono maleducata". Mi alzo e prendo la patente. Mentre un poliziotto si annota i miei dati su un foglio chiedo alla ragazza di dirmi il suo nome per sapere con chi ho avuto il piacere di interloquire. Lei, dopo un attimo di disorientamento, con tono soddisfatto, mi risponde che non è tenuta a dare i propri dati e mi dice che se voglio posso annotarmi il numero del treno.
Allora chiedo un riferimento ai poliziotti e anche loro si rifiutano e mi consigliano di segnarmi semplicemente: Polizia ferroviaria di (...). Avrei naturalmente voluto dire molte cose, ma la signora seduta accanto a me mi sussurra di non dire niente, e io decido di seguire il consiglio rimettendomi a sedere. Poliziotti e controllori abbandonano il vagone e il treno riparte. Le parole della mia vicina di posto sono state le uniche parole di solidarietà che ho sentito in tutta questa brutta storia. Per il resto, sono rimasti tutti fermi, in silenzio, a osservare.
Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/ragazzo-...
10:35 Scritto da: lunasolitaria81 in opinioni | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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29 dicembre 2009
STRAGE DI CAPODANNO: GUERRA AI FUOCHI KILLER!
Una manciata di giorni ci separa dalla fatidica notte di San Silvestro. Come tutti gli anni, quella notte che, dovrebbe rappresentare la notte più allegra dell'anno appena cominciato, quella notte si trasforma, per molti e purtroppo per molti ancora, in tragedia!
Una tragedia annunciata che, forse si ricorderà per tutta una vita, grazie, a quell'arto o quella mano amputata, a quell'occhio che non vedrà più, forse di un nostro figlio o di un nostro caro, o forse proprio nostro e tutto questo grazie, a quei maledetti botti che per una stupida ed incivile usanza continuiamo a comprare e a sparare follemente ogni fine anno, a mezzanotte!
Meno …4…3…2…1 E' mezzanotte!
Auguri, buon anno!
Boom!, Booom!
…ed una lucida follia prenderà il sopravvento sulla ragione di molti, senza distinzione di età o di ceto sociale; essi sanno solo che in quel momento, in quei minuti, bisogna sparare, tutti insieme e quanto più forte è possibile!
Poi urla…corse disperate…sirene…,…ed anche quest'anno, in tutta Italia, migliaia di feriti, per lo più bambini, inonderanno in quella notte, le sale dei pronto soccorso e migliaia di braccia, mani, occhi bruciati o saltati, diventeranno anch'essi i nuovi testimoni, per gli anni a venire, della scelleratezza di usanze assurde che caparbiamente molti di noi continuano a perseguire e a tramandare ai propri figli, vittime inconsapevoli di genitori spavaldi e di avventurieri, che pur di rimpinguare il proprio portafogli, si trasformano in quei giorni in "venditori di tragedie"!
Per contro, anno dopo anno, con la stessa caparbietà, fra intimidazioni, omertà ed illegalità diffusa, insieme ad istituzioni, enti, medici, forze dell'ordine e mass media, stiamo combattendo, ognuno per le sue competenze, l'uso e la vendita dei fuochi fuorilegge, che non hanno nulla a che vedere con i veri fuochi d'artificio, che brillano spesso nei nostri cieli, con le loro scenografie luminose e che sono il vanto di bravi e seri produttori italiani apprezzati in tutto il mondo.
Ciò che mi ha stimolato anche quest'anno, a farmi ancora una volta promotore della campagna e continuare a combattere questa piaga sociale, sono stati i risultati positivi che hanno fatto vedere una diminuzione del numero dei feriti nella Regione Campania, lasciando ad altre il triste primato. A questo trend positivo, però, non è mancata la risposta dei "venditori di tragedie": l'anno scorso, questi scellerati hanno immesso sul mercato clandestino, veri e propri ordigni di guerra, d'alto potenziale esplosivo, simili a quelli usati dalla malavita, per commettere i propri vili attentati estorsivi o punitivi, difatti i danni subiti dai feriti (diminuiti come numero), sono sempre più devastanti!
Siamo giunti anche quest'anno ad una nuova edizione della campagna:
"PAPA' QUEST'ANNO NON SPARARE"
che sarà più forte, più incisiva e più diffusa, grazie alla crescente collaborazione di tanti, che sin da ora, ringrazio a nome di tutti quei bambini, che a differenza di altri, potranno ancora continuare a correre, giocare, vedere la luce del sole, forse perché, anche quest'anno avranno accettato il, se pur modesto, nostro invito!
Piero Iaccarino
http://www.fuochikiller.it
16:25 Scritto da: lunasolitaria81 in Ambiente e Salute | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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27 dicembre 2009
L'amore...si possono setacciare gli angoli più remoti dell'universo senza trovare una cosa altrettanto meravigliosa

"Ricordi quando ho detto che non sapevo niente sull'amore? Non era la verità...so molto sull'amore, vi ho visto! L'ho visto nascere per secoli e secoli! Era l'unica cosa che rendeva il tuo mondo sopportabile... Tutte quelle guerre, le falsità, il dolore, l'odio...ero tentata di posare lo sguardo altrove in eterno. Ma il vedere come l'umanità si arrende all'amore...si possono setacciare gli angoli più remoti dell'universo senza trovare una cosa altrettanto meravigliosa! Perciò...si, certo, io so che l'amore è incondizionato, ma ho imparato che può essere imprevedibile, inaspettato, incontrollabile, insopprimibile...e molto facile da confondere con l'avversione! Quello che cerco di dirti Tristan...è che credo di amarti! Il mio cuore...è come se ora il mio petto non lo potesse più contenere! E' come se ormai non appartenesse più a me ma fosse tuo, e se tu lo volessi in cambio io non ti chiederei niente! Niente preziosi, niente doni o manifestazioni di grande devozione, niente, vorrei solo sapere che mi ami...è il tuo cuore in cambio del mio!"
Tratto dal film "Stardust" (2007)
21:41 Scritto da: lunasolitaria81 in Amore e Passione | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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